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EMDR: Come superare gli eventi traumatici

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapeutico scientificamente provato che facilita l’elaborazione di esperienze fortemente traumatiche quali lutti, diagnosi infauste, aggressioni, stupri, incidenti stradali, catastrofi naturali; tuttavia si è dimostrato valido anche per superare eventi meno drammatici, ma vissuti come stressanti e che hanno avuto un forte impatto sull’equilibrio personale.

L’EMDR negli ultimi anni è stato al centro di numerosi studi scientifici e viene indicato dai servizi sanitari di molti paesi come la psicoterapia d’elezione per curare il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD).

Il concetto di “trauma psicologico” non è univoco, ma dipende molto dalla percezione che il soggetto ha della situazione critica e delle risorse personali per farvi fronte. Quello che per una persona può essere vissuto come traumatico può non esserlo per un’altra e viceversa.

 

Le esperienze di vita rimangono in memoria sotto forma di connessioni tra reti neurali. Queste reti si creano e si indeboliscono piuttosto rapidamente se gli eventi non sono importanti per noi. Però, se i vissuti sono carichi di significato o potenzialmente traumatici le connessioni neurali rimangono maggiormente impresse e tendono a consolidarsi.

Quando accade un evento traumatico, le risposte biochimiche che vengono attivate (adrenalina, cortisolo, ecc.) sembrano bloccare il naturale processo di elaborazione delle informazioni lasciando isolate in una stasi neurobiologica le informazioni collegate al trauma che rimangono intrappolati in una rete neurale con le stesse emozioni, convinzioni e sensazioni fisiche vissute al momento dell’evento.

 

Il metodo EMDR permette di accedere al punto in cui è immagazzinata la parte traumatica del ricordo e attraverso la “stimolazione bilaterale alternata”, vengono rielaborate le informazioni che sono rimaste “bloccate” e che provocano disagio e sofferenza.

Come dimostrano le ricerche di neuroimaging, il ricordo dell’accaduto non viene cancellato dalla memoria, ma viene ricollocato in modo più adattivo e funzionale.

Infatti, attraverso la fase di “desensibilizzazione” il ricordo  non causa più emozioni spiacevoli quali angoscia, rabbia, vergogna o preoccupazione e, successivamente, l’informazione viene spostata verso una risoluzione adattiva: la persona non solo riacquisterà la serenità, ma solitamente si sente rafforzata e fiduciosa delle proprie capacità.

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